giovedì 16 luglio 2009

Nero

Se il rumore avesse colore, sarebbe nero, se avesse consistenza sarebbe freddo, se gli potessi dare un altro nome, lo chiamerei Silenzio. Ora sono circondato da te, magnifico Silenzio, perpetua oscurità che avvolgi la mia anima in più strati di rancore, sei la musica che ascolto dal mattino alla sfinita notte, sei l'aria che ha riempito i miei polmoni, sei il cancro della mia solitudine e la morte della mia rinascita. Ogni cosa profuma di rose morte, ogni oggetto o persona diventa inanimato e il mio cuore si anima di dolore incandescente mentre le mie lacrime cercano di attenuare il fuoco che brucia le mie carni. Ed io me ne sto quì a spulciare tra le pagine della mia memoria nel vano tentativo di ritrovare i sogni che ho voluto cancellare, sto fermo quì ad aspettare qualcosa che possa sorprendermi, mentre agli altri appaio immutato o trasparente o solo in cerca di attenzione, ma non è così, io voglio solo ritrovare quello stimolo per uscire da questa stanza inondata di veleno letale che ogni giorno al mio risveglio mi uccide.
VentoNotturno

lunedì 13 luglio 2009

Occhi freddi

Il cielo è cupo, è notte e la gente si culla fra le braccia di Morfeo, un urlo spezzato da un sopito e folle incantesimo di cristallo distrugge il silenzio, un agghiacciante e malinconico sguardo sclafisce la roccia e le pareti di una montagna, tutto scende giù, mentre la notte con il suo tempo stantio prosegue il suo stanco cammino. Gli occhi puntano al passato, a ciò che è stato e che utopia sarà, i fiumi attraversano le case, affogano gli impazienti desideri della gente, annegano se stessi in un mare infinito dove si disperdono al di là dell'immaginario. La neve scende giù come fosse marmo, la pioggia lo scalfisce e tutto diventa cenere, le strade si mutano in fango dove i sogni annaspano invano per non sparire, ma gli occhi osservano senza stupore aspettando che il vento trascini tutto via, portando con se quest'inferno che si dilaga ovunque, ma forse quegli occhi cercano solo di non vedere niente, vogliono solo spegnersi in un fremito battito di un cuore che decelera lentamente, fino a quando la vera essenza del vuoto nullo arrivi a destinazione.
VentoNotturno

giovedì 9 luglio 2009

Rigetto

Ecco, il vuoto è diventato pienamente nullo, lo sterile ha perso anche la sua sterilità. Un fiume attraversa le mie mani scarne e pallide mentre i miei occhi non smettono di tacere io mi accorgo di essere morto, guardo tutto con estrema stanchezza, anche nei miei sogni colmi di fiamme ardenti e fredde non smetto di versare il mare. Vorrei gettarmi tra le onde e sparire dal mondo, vorrei sprofondare nel più profondo degli abissi... pare solo che questo desiderio si stia avverando, il desiderio di bramare l'oscurità mentre il mio corpo rigetta nervosamente la sua anima invisibile. Non ho rancore ormai verso nessuno, solo maledizioni incise sulle pagine della mia memoria, pagine che non oso strappare poichè sono il fluido ricordo di un tempo vissuto sorridento egregiamente sotto il sole, che scaldava il mio cuore ormai gelato dal freddo che il vento ha gettato su di me.
VentoNotturno

lunedì 6 luglio 2009

Io riesco ad emozionarmi realmente

Ho camminato per le vie di Palermo questa sera, ero da solo ma non c'era malinconia, non c'era rabbia, odio, ne frustrazione, soltanto quella sensazione di pace così ambigua di cui non riuscivo a capirne il motivo. C'era tanto silenzio fuori, c'era troppo silenzio dentro di me e mentre asciugavo il mio volto inumidito ho guardato le stelle e in me è rinato qualcosa, qualcosa che stavo perdendo, l'emozione che si ha guardando quell'infinito tanto misterioso quanto affascinante.
"Coloro che non riescono a vedere oltre l'infinito, non sono degni di capire quale sensazione si possa provare, quel brivido che ti attraversa la schiena, quella lacrima che può farti versare tanto mistero"
Se guardo ancora lì ho voglia di chiudere gli occhi e sognare di essere tra le stelle a contemplare che l'importante nella vita è sentire, provare, credere in qualcosa che va oltre le apparenze di tutti i giorni, qualcosa che entri dentro di te, che ti lasci un segno indelebile. Adesso sento che il mio spirito comincia nuovamente a volare, ma non per merito altrui, ma per la mia forza seppur flebile. Chi non ha saputo vedere tutto quello che ho dentro, non capirà mai il significato di queste parole, ma io non cancello i ricordi, io mi nutro di essi bramando quella sensazione di libertà che molti si ostinano a non volere. Se mi dovessi perdere definitivamente dentro l'oblio, con un dito disegnerò una stella, una luce che mi farà da guida per tornare nella mia fortezza e li i miei occhi smetteranno di versare malinconia.
VentoNotturno

giovedì 2 luglio 2009

Flebile sorriso

Ho smesso di sognare, questo è il segno dell'abbandono? Non so, ma nelle lenti riflesse dei miei occhi rivedo il momento in cui dolcemente accarezzavo quei tuoi capelli, rivivo il momento di quella magica notte sul mio terrazzo mentre ci baciavamo sotto la luna, oppure quella volta che sotto ad un cielo nero e coperto dalle nuvole si formò un varco dalla forma di un cuore. Dentro di me sta morendo quella sensazione di pace, ma basta alzare gli occhi verso il cielo e provo quel malinconico e dolce tepore di averti ancora accanto. Come scrissi una volta in una canzone " Il calore del freddo di te su di me" Provo questo adesso un freddo gelido che mi scioglie l'anima. Non avrei mai voluto rompere tutti i contatti con te, ma è l'unico modo per me di provare ad andare avanti. Tanto non te ne importa nulla di ciò che abbiamo vissuto... così come sei rimarrai sempre appeso a quel filo fragile e sottile di un ricordo del tuo tormentato passato, questo mi dispiace, ma soprattutto fa male che io per te sia stato quella sorta di rimpiazzo... Ora cercherò di vivere con più criterio, voglio andare avanti, anche se lo farò nascondendo ciò che sento sotto un sorriso flebile. Ti vorrò bene odiandoti.
VentoNotturno