martedì 29 aprile 2014

Lettera

Ricordo che prima camminando per strada, guardavo dritto, con gli occhi di chi pensa tante di quelle cose da non vedere ciò che lo circonda, le persone, le cose e persino il vento.
Il tempo passa e mi rendo conto, che lo fa con maestria, catapultandomi avanti, come se nulla fosse, come se non valesse la pena nemmeno vivere gli attimi. Ho assaporato molte emozioni, gioia, felicità, amarezza e tristezza, alcune anche miste, lo so non credo che abbia molto senso, ma io credo sia così.

Oh salvatore mio, sei arrivato in quell'attimo buio, 
ti ho ceduto le mie mani,
ho imparato a dare fiducia ai tuoi misteriosi occhi.
Si, sono cresciuto, grazie alle tue prediche decise,
alle tue abitudini diventate adesso mie.

Oggi mi rendo conto che camminando nelle stesse medesime strade, vedo, riesco a vedere cose di cui ignoravo l'esistenza, persone che mano per mano sorridono, parlano, il vento che mi scorre sulle guance, il cielo che cambia colore all'arrivo della sera, i fari delle macchine che si riflettono sul freddo asfalto bagnato, l'ansia che mi percorre donandomi dei brividi lungo la schiena, nella mia statica pelle sottile.
Guardo, capisco, ho delle necessità che credevo di non poter mai avere.

Mi hai cresciuto come fa un maestro con il suo allievo,
ho imparato l'amore, la vittoria e anche la scoffitta.
Adesso, sto imparando cosa è la solitudine, 
un'altra volta, dopo aver combattuto tanto per poterla dimenticare,
l'hai riportata quì, quella infame ma fedele amica,
la solitudine.
Non andare però, aspetta ancora un po',
ho freddo, il mio letto è grande e mi sento solo...
Lo so, hai da fare, ma ricorda che ti sto ancora aspettando.


Ventonotturno

domenica 16 febbraio 2014

Notte Altisonante

Gelido, il vento che scivola sulla pelle,
mentre le onde notturne del mare parlano, urlano, sussurrano urtando i miei piedi insabbiati un tempo tiepidi, accarezzati da morbido strisciare.
Brilla in alto, lui, il punto che le anime sopite osservano quando è freddo,
quando tutto è ricoperto da un'insolita passione lontana, che va, va dove io non posso.
Ascolto il suono lasciato dalla gente, le anime che vivono senza sapere, incoscienti del mio stato inadeguato,
ma non ho più cura di rendere partecipe loro, perché essi non sanno e forse non avrebbero il reale interesse nel toccarmi nel profondo, poiché ognuno di noi nasconde il puro egoismo dentro.
Non toccarmi amore, ho paura che faccia male,
non guardarmi adesso, il mio viso non rispecchia il sole,
ma non voltarti, ho bisogno ancora della tua presenza,
del tuo forte abbaglio fuggente, di quei occhi che evitano il mio stesso sole.
Ho detto che fa freddo?
Sono sbadato, ho la testa che non regge il peso,
forse non ti ho dimostrato quel che valgo adesso?
Ti toccano i miei occhi, vorrebbero esplodere, ma hanno perso la strada.
Passami una coperta, così lascerò che i miei occhi si chiudano regalandomi un sogno in cui tutto è....



Vento Notturno

giovedì 8 agosto 2013

Sale e sabbia

Dalla finestra, vedo la strada, che lunga segue i lampioni che luccicano negli occhi di una notte veloce. Le case, con le sue finestre spente, la gente altrove, mentre gli occhi osservano il mutare del mondo, un posto che solo adesso cambia drasticamente, mentre qui dentro rimane stantio, come se il mio animo stesso, volesse rimanere tale, privo di armonia, senza fiducia verso l'esterno, ricoperto di roccia crepata da molte vite ormai passate. Gli occhi guardano il mondo a stento, le orecchie ascoltano il via vai di mezzi che trasportano altri altrove, da qui gli occhi, possono vedere solo ciò che è fermo, perché vogliono, hanno la necessità di non guardare gli altri simili, poiché rischierebbero di creare piccole perle di sale e sabbia. Crudo è il mondo dove viviamo, crudele è il modo in cui ci trattiamo, sentiamo la mancanza di molta vita, vuoti che ci distruggono lo stomaco, che come caverne chiuse, preferiamo rimangano così, inaccessibili a tutto il mondo, solo con noi, dentro, a riflettere su ciò che manca e spinti dall'istinto di aver fiducia, ci blocchiamo in un universo astratto e solo, un posto dove siamo sicuri, che nulla può farci male, a parte noi stessi.




Vento Notturno

venerdì 28 settembre 2012

Ascoltando L'universo

Parole, caos, suoni corrotti da gente ormai spenta,
omologata dall'Io moderno e assuefatta da immagini statiche.
Il cielo però è sempre li, questa volta è lui a guardarci, mentre il tempo suo infinito diventa anch'esso spento,
si corre non più assaggiando quel gusto di vita, ma assaporando quel retrogusto amaro che è diventata la realtà. Ma se infondo, per almeno una notte ci soffermassimo a guardare l'immenso universo costellato dalle emozioni, riusciremmo a sentire il brivido di un romanticismo ormai sostituito dalle macchine vuote, l'universo racconta l'infinita storia della vita, eoni di storia ormai sopita da un tempo  che non ha finito di raccontarsi, ma  si trova solo al suo inizio.


VentoNotturno

sabato 24 marzo 2012

Il suono del tempo

Il rumore umido dell'inverno è ormai andato,
come il suono dell'asfalto bagnato,
arriva adesso, il suono delle stelle,
loro sanno stare li, senza che nessuno mai le tocchi.
Il vento è volato sopra le montagne notturne,
osservo con pace la notte stellata,
ascolto in silenzio, il suono del tempo.

Vento Notturno