mercoledì 17 novembre 2010

Rain in my skin

Il vento sembra avere un suono così diverso oggi, come se il mondo fosse cambiato da un momento all'altro.
Forse è il mio modo di sentire che muta?
La pioggia non vuole nemmeno scivolare via dalle nuvole e non so se uscire o meno.
Se esco fuori ho paura di bagnarmi, questa è una sensazione che mi sono sempre portato addosso, però a volte oso, mi inoltro in quel mondo freddo e umido che spesso mi lascia il segno.
Forse... il vento ha un altro suono, perchè non sono più io ad ascoltarlo, ma un altro me stesso mutato nell'anima. Allora è meglio se esco fuori tanto con l'impermbeabile, l'acqua che piove scivola via liscia senza tangermi.

VentoNotturno


domenica 3 ottobre 2010

Punto

Fra una sigaretta e l'altra, mi rendo conto di sentirmi sempre isolato dal resto del mondo, come se non fossi compreso, come se non fossi di questo mondo. Eppure metto tutto me stesso per integrarmi con il resto della gente, ma comincio a capire di essere diverso sempre da più persone e conscio del fatto che non ci sia nessuno che riesca ad essere in perfetta sincronia con me. Ho fatto tanti, troppi errori, mi sono fatto calpestare, ho nascosto il mio orgoglio per le persone e alla fine non cambia nulla. E allora mi chiedo:
Chi me lo fa fare? Nemmeno io so dare risposta ad una delle mie molteplici domande, spero solo di trovarne almeno una prima o poi.

VentoNotturno

martedì 7 settembre 2010

Pareti

Continuo a percorrere questa mia vita ormai mutata da mille colori e da strade assai visibili, ma allo stesso tempo credo di percepire che siano invalicabili. Ho colmato gran parte dei miei desideri e non dovrei avere altro da chiedere, ma c'è sempre qualcosa che non riesco a tirar fuori dal mio zaino, qualcosa che mi porti davanti a delle scelte. Vedo tutto fermo nonostante percorro quest'infinita strada fatta di mattoni rossi e alberi ombreggianti e mi chiedo perchè... So che c'è qualcosa che desidero tanto, ma è come se fosse celato dietro quelle liscie pareti...

VentoNotturno

mercoledì 4 agosto 2010

Attimo

Quella notte mi svegliai, posando lo sguardo sul pavimento colorato dalla luce pallida della luna, alzando gli occhi, tentavo di scorgere attraverso la tenda che ondulava il cielo stellato, quando guardavo lassù, mi perdevo in pensieri di serenità, come se uscissi dal mio corpo per andare altrove discostandomi da tutto quasi in preda all'euforia. Era un attimo di pace, dove niente e nessuno aveva il diritto di togliermela, rilassando il mio attimo chiusi leggermente gli occhi per tornare nel posto, dove tutti noi viviamo muovendoci assieme alla frenesia.


VentoNotturno

mercoledì 17 febbraio 2010

Leggero

Le pareti hanno perso quel colore grigio sasso, il buio ha smesso di far freddo e il cielo ha cominciato a dipingere il mare. Gli occhi riflettono la luce delle stelle, brillando come il sole smettendo di versare fluidi di apatia, con il tempo le ferite del mio corpo sono svanite come le onde del mare che coprono le impronte della gente sulla sabbia. L'asfalto duro e pietroso è li, ma senza un corpo da flagellare, senza un anima da graffiare e soprattutto senza me che leggero come una piuma mi poggio su di un fiore, quel fiore che l'ultimo agosto è sbocciato nell'oscurità, fendendo le tenebre riportando quel lieve tepore nel mio cuore.

VentoNotturno